Premio
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Premio Foglia

Abbamele Osteria

Trattoria
c.so Vittorio Emanuele III, 59, Mamoiada (NU)
Punteggio Trattoria

Ultima valutazione effettuata nel 2025

Arrivare a Mamoiada è come entrare in un tempo sospeso: la Barbagia custodisce silenzi densi, boschi di querce e vigne di Cannonau che salgono verso il cielo. Qui, tra strade che profumano di legno e vino, si trova Abbamele Osteria, rifugio di sapori autentici e di sguardi curiosi sul futuro. Entrando, si percepisce subito che qui si è ospiti, non clienti, con quella sensazione di casa che avvolge chiunque si sieda a tavola, in un accogliente equilibrio fra minimalismo rustico e gusto contemporaneo, dove ogni dettaglio ? tavoli in legno semplice, luce accogliente, minimalismo che non rinuncia al calore ? racconta una Sardegna intima, declinata con sensibilità. Il merito è di Mauro Ladu e sua moglie Sara, testimoni di un progetto, che ha saputo scommettere sul territorio, senza mai smarrirne l’anima e le sue tradizioni identitarie, trasformando una cantina in un luogo di ospitalità gastronomica. Non una semplice osteria, ma un racconto di radici e sguardi nuovi. La tradizione è la conservazione del fuoco e non l’adorazione delle ceneri, si legge nel menu, ed è da qui che parte ogni piatto, per interpretare la tradizione non come repertorio immobile, ma come scintilla viva da alimentare ogni giorno. Quella di Ladu è una cucina che sceglie il territorio come interlocutore e non come semplice cornice, con due percorsi degustazione, ? quattro portate a 40 euro, sei portate a 60 – ma anche con la possibilità di lasciare i commensali liberi di muoversi tra la carta, in un menu che cambia al trascorrere del tempo o alle idee che si muovono veloci, ma sempre con coerenza e rispetto degli ingredienti e della loro storia. Un piatto che conquista per equilibrio e verità è l’uovo 65 con lenticchie, cavolo viola e pecorino Fiore Sardo, dove la morbidezza dell’uovo incontra la rusticità delle lenticchie, la freschezza vegetale del cavolo e l’intensità sapida del formaggio. Così come il manzo alla brace con cavolfiore e salsa verde, rustico ed elegante allo stesso tempo, con la carne succosa e affumicata che fa da contrappunto alla delicatezza del cavolfiore e alla vivacità erbacea della salsa verde. La pecora poi, spesso considerata difficile, si fa tenera e profumata, abbracciata dalla dolcezza del pomodoro e dal carattere amaro delle rape. Meravigliosa la personale versione “in cappotto”, che viene reinterpretata con curiosità, per un risultato ardito ma identitario: la cipolla intera cotta al forno, svuotata e riempita con ghisadu (spezzatino) di pecora al coltello e patate nel suo brodo. In sala Sara regge il servizio con garbo e calore, guidando il ritmo della serata nei toni giusti, senza fretta. La cantina completa l’esperienza: una selezione di Cannonau e di vini sardi che accompagna il percorso, amplificandone le sfumature. Non è solo abbinamento, ma un altro racconto del territorio, fatto di bottiglie che nascono dalle stesse vigne che circondano il paese.

  • Tipo di cucina Del Territorio
  • Chiusura lunedì e martedì, domenica a cena
  • Prezzo medio 40 euro
  • Numero di coperti 22
  • Servizi
  • Animali ammessi
  • Tavoli all'aperto
  • Social

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